Gli ultimi giorni di marzo sono stati ricchi di compleanni... L'altra sera abbiamo festeggiato la mia collega "preferita".... O quanto meno la mia dirimpettaia che quando non riesco a uscire in pausa pranzo mi porta i roll del temakinho!
Una piccola sorpresa tra poche amiche a casa sua, un aperitivo per fare quattro chiacchiere prima di provare la piadineria sotto casa (C'era una volta una piada n.d.r.).
Qualcosa da mangiare di buono e veloce, e qualcosa da bare di fresco e leggero.
Avocado e Salmone:
Ingredienti:
2 Avocadi
1 Trancio di Salmone
2 Lime
Sale
Acciughe
Menta
Preparazione:
Come prima cosa tagliare il salmone a dadini e farlo marinare con molto lime e un pizzico di sale.
Tagliare quindi gli avocadi in due, per il lungo, togliere i rispettivi noccioli, e quindi scavare la polpa con cucchiaio e coltello, per poi tagliarla a cubetti. Mi raccomando, bisogna non rompere la "buccia" perché servirà poi come "coppetta".
Unire quindi l'avocado insieme al salmone, mescolare bene e versare quindi nelle coppette/avocadi
Un tocco in più? Qualche acciuga (per dare un sapore più forte e mercato) e qualche foglia di menta!
Martini Royale:
1/2 Prosecco
1/2 Martini Bianco
1 lime
Foglie di Menta
Ghiaccio
Preparazione:
Versare il Martini in un bicchiere "piscine" con tanto ghiaccio,
aggiungere il prosecco, una fettina di lime spremuto e qualche foglia di
menta. Cin cin!
sabato 5 aprile 2014
giovedì 13 febbraio 2014
Quello che.... Buon S. Valentino!
Per festeggiare il San Valentino voglio inaugurare questa nuova rubrica, non originale nella forma, e forse nemmeno nei contenuti, ma avevo voglia di fare la s*****a…
Cosa c’entra questa rubrica con il cibo?
Quello che…
3. Per dirti a che ora ha finito di pranzare ti mando una foto su whatsapp.. del dolce e rolex nel piatto!
4. Ho tradito / tradirei la mia fidanzata solo con te… #disicuro
6. Ti martella per mesi per uscire, e un giorno è ufficialmente fidanzato (con la sua ex) su facebook... eh già!
7. Non gli si alza… Ho paura tu mi faccia soffrire / scusa avevo una ciste all’inguine.
9. Si denuda sotto casa tua con la neve per dirti che non sei una qualunque… è un qualunque effetto dell’MD!
10. Non mostra sintomi… Ma si fa le selfie!
Buon San Valentino a tutti!
domenica 26 gennaio 2014
Gili Islands
E dopo un lungo trascorrere del tempo, per non pensare alle mie ferie invernali brevi e nel freddo di Courmayeur, ho proprio bisogno di rifare un tuffo nelle vacanze estive... Dove eravamo rimasti?
Ah si, alla partenza da Bali per le Gili Island.
Queste isole sono vere e proprie perle naturali. Noi siamo state in quella più grande, Trawangan.
Come vi anticipavo, c'è solo un traghetto che alle 9.30 di mattina parte dal porto di Bali e torna indietro dal porto di Gili Trawangan alle 11.30 (salvo ritardi). Quindi, a differenza nostra, vi consiglio di non prendere il volo per lasciare Bali il giorno stesso in cui tornate sull'isola dalle Gili, per evitare di perderlo.
Il traghetto dura circa 1 ora e mezza.
Appena arrivate vi troverete in una realtà parallela. Sull'isola non ci sono macchine ne motorini, solo biciclette e calessi tirati da cavalli.
Tramite booking avevamo prenotato al TrioHomeStay a circa 10 minuti a piedi dal porto. Se abbassiamo i livelli di igiene anche solo a livello delle popolazioni del nord europa, direi che l'hotel è carino e economico (la matrimoniale per 4 notti a 2.320.00 rp - 140 euro). Se volete invece i resort di lusso dovete andare dall'altra parte dell'isola e avere ben altri budget.
Da Milano mi ero informata anche per fare diving (mai fatto prima) e, avendo letto le buone recensioni, avevo scritto a Corrado (Diversia Diving) con cui abbiamo organizzato di fare l'Open Water, costo 3.750.000 rp (225 euro) ben spesi. Da loro si mangia anche molto bene a pranzo (mix bio-vegan) e si può dormire nei nuovissimi bungalow.
Arrivata su questa isola sperduta nell'oceano l'esperienza è stata davvero fantastica! Io ve lo consiglio... Tanti piccoli nemo e tartarughe!
Premessa, io sono leggermente iperattiva, tendente alla nevrosi.... Andare sott'acqua è l'esperienza che in assoluto mi ha più obbligato a rilassarmi e a trovare una calma quasi zen che mi sono portata fino a Milano, e fino alla prima settimana di lavoro (per effetti più lunghi credo che dovrò sperare solo in un miracolo).
Le giornate passavano tra il corso e le immersioni nelle acque...
Alla sera aperitivo sulla spiaggia, meglio se al sunset point, e cene nei ristoranti lungo la spiaggia, tutti più o meno buoni.
Se avete invece voglia di pizza potete andare al Pirata e, contro ogni aspettativa, vi piacerà!
E per non sbagliare Full Moon Party...
A causa del mal di schiena della mia compagna di viaggio noi ci muovevamo sempre a piedi o con il calesse e una volta, di ritorno dal sunset point, siamo tornate in albergo passando nel mezzo dell'isola (anziché lungo la costa) e lì, oltre ad aver rischiato un paio di volte la morte, nel buio illuminato solo da qualche bagliore di luce abbiamo visto le case della popolazione locale...
E su questa piccola isola due inaspettati incontri: due miei amici in giro per l'Indonesia come noi, e un mio vecchio compagno di classe del liceo, appassionato di immersioni, che ho visto con un piacere enorme aver trovato la sua serenità...
Ma è arrivato il momento di partire...
Prima il traghetto e poi subito in aeroporto dove riesco a farmi "schernire" da un commesso che mi vende delle pringles a 5 euro e dove dobbiamo pagare le tasse per l'uscita: 150.000 rp, che sarebbero 10 euro ma, non sapendolo, non avevamo più moneta locale e dovendo pagare in contanti siamo state costrette a pagare in euro che, con il cambio vantaggioso proposto, sono diventati 15 euro a testa.
Ma non è tempo di fermarsi su queste piccolezze e sul fatto che superati gli ultimi controllo prima dell'imbarco non puoi aver e trovare acqua o altri liquidi (salvo impietosire gli assistenti di volo per un'acqua in busta) ... Pronti a partire, destinazione Kuala Lumpur!
Ah si, alla partenza da Bali per le Gili Island.
Attraverso l'albergo di Bali abbiamo comprato il biglietto per il traghetto a/r, (compagnia Ocean Star), che includeva anche il transfer che ci venisse a prendere direttamente in hotel e che al ritorno ci portasse direttamente in aeroporto. Il costo a persona è di 1.200.000 rp (circa 75 euro), tenete però presente che non funzionava il postmat per cui un simpatico autoctono mi ha portato in giro in motorino, ovviamente senza casco e con guida sportiva annessa, per trovare un bancomat dove prelevare in valuta locale (volendo potevamo pagare direttamente in euro ma il cambio è quantomeno svantaggioso).
Come vi anticipavo, c'è solo un traghetto che alle 9.30 di mattina parte dal porto di Bali e torna indietro dal porto di Gili Trawangan alle 11.30 (salvo ritardi). Quindi, a differenza nostra, vi consiglio di non prendere il volo per lasciare Bali il giorno stesso in cui tornate sull'isola dalle Gili, per evitare di perderlo.
Il traghetto dura circa 1 ora e mezza.
Appena arrivate vi troverete in una realtà parallela. Sull'isola non ci sono macchine ne motorini, solo biciclette e calessi tirati da cavalli.
Da Milano mi ero informata anche per fare diving (mai fatto prima) e, avendo letto le buone recensioni, avevo scritto a Corrado (Diversia Diving) con cui abbiamo organizzato di fare l'Open Water, costo 3.750.000 rp (225 euro) ben spesi. Da loro si mangia anche molto bene a pranzo (mix bio-vegan) e si può dormire nei nuovissimi bungalow.
Arrivata su questa isola sperduta nell'oceano l'esperienza è stata davvero fantastica! Io ve lo consiglio... Tanti piccoli nemo e tartarughe!
| Tartaruga in fondo al mar |
Premessa, io sono leggermente iperattiva, tendente alla nevrosi.... Andare sott'acqua è l'esperienza che in assoluto mi ha più obbligato a rilassarmi e a trovare una calma quasi zen che mi sono portata fino a Milano, e fino alla prima settimana di lavoro (per effetti più lunghi credo che dovrò sperare solo in un miracolo).
Le giornate passavano tra il corso e le immersioni nelle acque...
| Diving... |
| Tramonto al Sunset Point |
E per non sbagliare Full Moon Party...
A causa del mal di schiena della mia compagna di viaggio noi ci muovevamo sempre a piedi o con il calesse e una volta, di ritorno dal sunset point, siamo tornate in albergo passando nel mezzo dell'isola (anziché lungo la costa) e lì, oltre ad aver rischiato un paio di volte la morte, nel buio illuminato solo da qualche bagliore di luce abbiamo visto le case della popolazione locale...
E su questa piccola isola due inaspettati incontri: due miei amici in giro per l'Indonesia come noi, e un mio vecchio compagno di classe del liceo, appassionato di immersioni, che ho visto con un piacere enorme aver trovato la sua serenità...
Ma è arrivato il momento di partire...
Prima il traghetto e poi subito in aeroporto dove riesco a farmi "schernire" da un commesso che mi vende delle pringles a 5 euro e dove dobbiamo pagare le tasse per l'uscita: 150.000 rp, che sarebbero 10 euro ma, non sapendolo, non avevamo più moneta locale e dovendo pagare in contanti siamo state costrette a pagare in euro che, con il cambio vantaggioso proposto, sono diventati 15 euro a testa.
Ma non è tempo di fermarsi su queste piccolezze e sul fatto che superati gli ultimi controllo prima dell'imbarco non puoi aver e trovare acqua o altri liquidi (salvo impietosire gli assistenti di volo per un'acqua in busta) ... Pronti a partire, destinazione Kuala Lumpur!
mercoledì 15 gennaio 2014
E' arrivato l'anno nuovo.... Risotto al cappone (avanzato)
Dopo una lunga pausa, causa lavoro e seguenti ferie, è giunto il tempo di tornare a scrivere, se non altro per il remind di un mio fan inaspettato...
Prima di raccontarvi il menù del mio Natale, passo subito a come utilizzare ciò che è avanzato in abbondanza... il cappone!
Ecco la ricetta del risotto al cappone... avanzato!
Ingredienti:
1/2 scalogni
1 noce di burro
300 gr di riso carnaroli (io ne avevo un biologico della Cascina Gaggioli che vi consiglio)
1 bicchiere di vino bianco
il cappone avanzato
brodo di carne
grana
Preparazione:
Come prima cosa, al solito, fare un bel soffritto con scalogno e burro. Questa volta ho deciso per un tocco di creatività e ho aggiunto anche la pelle del cappone per dare maggior sapore (da togliere prima di aggiungere il riso).
Aggiungere quindi il riso, farlo tostare e sfumare col vino bianco. A questo punto aggiungere due mestolini di brodo in bollitura, di volta in volta, finché non vengono assorbiti. Quando il riso sarà quasi pronto, con ancora un po' di brodo, aggiungere il cappone tagliato a pezzetti, poi il grana per mantecare e quindi impiattare.
Io mangio, fate vobis!
Prima di raccontarvi il menù del mio Natale, passo subito a come utilizzare ciò che è avanzato in abbondanza... il cappone!
Ecco la ricetta del risotto al cappone... avanzato!
Ingredienti:
1/2 scalogni
1 noce di burro
300 gr di riso carnaroli (io ne avevo un biologico della Cascina Gaggioli che vi consiglio)
1 bicchiere di vino bianco
il cappone avanzato
brodo di carne
grana
Preparazione:
Come prima cosa, al solito, fare un bel soffritto con scalogno e burro. Questa volta ho deciso per un tocco di creatività e ho aggiunto anche la pelle del cappone per dare maggior sapore (da togliere prima di aggiungere il riso).
Aggiungere quindi il riso, farlo tostare e sfumare col vino bianco. A questo punto aggiungere due mestolini di brodo in bollitura, di volta in volta, finché non vengono assorbiti. Quando il riso sarà quasi pronto, con ancora un po' di brodo, aggiungere il cappone tagliato a pezzetti, poi il grana per mantecare e quindi impiattare.
Io mangio, fate vobis!
mercoledì 13 novembre 2013
Arrivederci o Goodbye? Io mi mangio le castagne!
Le fatiche lavorative, se non altro per la giornata odierna col tacco 12 in conferenza stampa, hanno sortito terribili effetti sui miei piedi, e decido che torno a casa in taxi.
Arrivata saluto gentilmente il taxista col più classico "Arrivederci" e ho un'illuminazione.
Non trovate strano che per noi italiani il nostro augurio nel salutarsi sia di rivedersi? Voglio dire, gli inglesi dicono "goodbye" che deriva dall'espressione "God be with you", ed sicuramente un saluto individualista: "che Dio sia con te". Invece per noi no, il nostro augurio è che ci possa essere un'altra occasione per rivedersi, stare insieme. Chiaro che per rivedersi bisogna essere entrambi vivi, ma non importa come ci si è arrivati, quali strade si siano percorse, quali circostanze ci riportino a ritrovarsi.
Ma forse il principio è che non importa dove si va, infondo si torna sempre a casa, come ricorda a tutta la mia famiglia la scritta sul muro: "Casa tua potrà farti dimenticare il mondo, ma il mondo giammai casa tua!
Ah la ricetta, giusto! Per me c'è un piatto che significa casa: le castagne!
La preparazione è facile e indolore: lavare le castagne e lasciarle a mollo per un paio d'ore, quindi scolarle e inciderle su un lato con un taglio orizzontale, porle in una una teglia con un dito di vino rosso e aromi vari (es. chiodi di garofano) e infornare per circa 20 minuti a 230 gradi, girandole di tanto in tanto.
Per arricchire: burro, speck a listine, melograno e quant'altro!
Io mangio, fate vobis!
Arrivata saluto gentilmente il taxista col più classico "Arrivederci" e ho un'illuminazione.
Non trovate strano che per noi italiani il nostro augurio nel salutarsi sia di rivedersi? Voglio dire, gli inglesi dicono "goodbye" che deriva dall'espressione "God be with you", ed sicuramente un saluto individualista: "che Dio sia con te". Invece per noi no, il nostro augurio è che ci possa essere un'altra occasione per rivedersi, stare insieme. Chiaro che per rivedersi bisogna essere entrambi vivi, ma non importa come ci si è arrivati, quali strade si siano percorse, quali circostanze ci riportino a ritrovarsi.
Ma forse il principio è che non importa dove si va, infondo si torna sempre a casa, come ricorda a tutta la mia famiglia la scritta sul muro: "Casa tua potrà farti dimenticare il mondo, ma il mondo giammai casa tua!
Ah la ricetta, giusto! Per me c'è un piatto che significa casa: le castagne!
La preparazione è facile e indolore: lavare le castagne e lasciarle a mollo per un paio d'ore, quindi scolarle e inciderle su un lato con un taglio orizzontale, porle in una una teglia con un dito di vino rosso e aromi vari (es. chiodi di garofano) e infornare per circa 20 minuti a 230 gradi, girandole di tanto in tanto.
Per arricchire: burro, speck a listine, melograno e quant'altro!
Io mangio, fate vobis!
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